
Forse hai aperto questo articolo per caso, o forse lo hai cercato perché ultimamente qualcosa non va, e non sai bene come chiamarlo, né come spiegarlo a qualcunǝ.
Va bene così, non serve avere le parole giuste per stare male, e non serve avere un “problema grave” per meritare ascolto.
Questo articolo è per te.
Cosa vuol dire “stare male” in adolescenza
L’adolescenza è un periodo di trasformazione profonda, in cui il tuo corpo cambia, le relazioni possono cambiare, come anche il modo in cui ti vedi e in cui vedi il mondo. Tutto questo è assolutamente normale che faccia un po’ paura, e che ci siano momenti di confusione, tristezza, rabbia oppure vuoto.
Esiste però una differenza tra l’attraversare un momento difficile e portare un peso che diventa invece troppo pesante da reggere da solǝ.
Ti chiedi mai come stai veramente? Non “Bene” per abitudine, ma davvero?
I segnali che vale la pena ascoltare
Non esiste un elenco preciso di sintomi che certifichino che qualcosa non va, ognunǝ vive il disagio a modo suo, ma ci sono alcune cose che, se le riconosci, meritano attenzione.
Umore e emozioni: Ti senti triste o vuotǝ per periodi lunghi, senza riuscire a capire perché. Hai scatti di rabbia che non riesci a controllare. Ti senti inutile, inadeguatǝ, come se non andassi mai abbastanza bene.
Relazioni: Ti sei isolatǝ dagli amici senza volerlo davvero e ti sembra che nessunǝ possa capire quello che senti.
Fai fatica a fidarti delle persone, anche di quelle a cui vuoi bene.
Corpo e quotidiano: Dormi troppo o non riesci a dormire, oppure mangi in modo molto diverso dal solito.
Fai fatica a concentrarti a scuola, non perché non ci provi, ma perché hai la testa altrove.
Pensieri: Hai pensieri che ti spaventano, come quelli su te stessǝ, sul futuro, sulla tua identità e ti chiedi se le cose potrebbero andare meglio, o se cambieranno mai.
Ti riconosci in qualcuno di questi punti?
Perché è difficile chiedere aiuto
A volte chiedere aiuto può non essere semplice, come quando potresti aver paura di sembrare debolǝ, di essere fraintesǝ, oppure di preoccupare qualcunǝ che ami, o forse perché pensi che qualunque cosa tu faccia, “Non cambierà mai niente”.
Ti senti come di non sapere nemmeno da dove cominciare.
Queste paure sono del tutto comprensibili, però c’è una cosa che vale la pena sapere: quello che senti è reale, non c’è niente di esagerato, non stai cercando attenzione, ma stai solo attraversando qualcosa che da solǝ è più difficile da portare.
Alcuni studi mostrano che i disturbi emotivi in adolescenza, se non affrontati, tendono a persistere nel tempo, e che un supporto precoce fa una differenza enorme, non solo adesso, ma per il tuo futuro.
(Kessler et al., 2005)
Cosa può fare uno psicologo per te
Uno psicologo non è qualcuno che ti dice cosa fare o che giudica quello che pensi, non ti da voti, non è un professore, né un genitore oppure un amico, ma è qualcuno con cui puoi parlare liberamente di quello che senti, di quello che ti spaventa, di quello che non riesci a dire a nessun altrǝ in uno spazio sicuro in cui non devi recitare e non devi stare bene per forza, e non devi proteggere nessuno.
Il percorso psicologico con gli adolescenti non segue un protocollo rigido, e si parte dal “Qui ed ora”, da dove sei tu coi tuoi tempi, dalle tue domande, da ciò che senti più urgente. Non si tratta di “Guarire” da qualcosa, ma di capire meglio te stessǝ e trovare un modo più leggero di stare nel mondo.
Come fare il primo passo
Se sei un adolescente e stai leggendo questo articolo, il primo passo può essere parlarne con un adulto di fiducia, come un genitore, un insegnante, un medico di famiglia e chiedere di essere accompagnatǝ da uno psicologo.
Se hai bisogno di aiuto immediato e non vuoi parlarne a casa, puoi rivolgerti gratuitamente e in totale riservatezza al Consultorio Familiare della tua zona o allo sportello d’ascolto della tua scuola.
Nessuna domanda è troppo piccola o troppo grande, non serve sapere dove si vuole arrivare, basta essere disposti a guardare da dove si parte.
Una cosa da ricordare
Stare male non è una colpa, né una debolezza o una semplice “Fase” da ignorare, ma è un segnale che una parte di te ha bisogno di attenzione, e quella parte merita cura tanto quanto qualsiasi altra cosa nella tua vita.
Non sei solǝ, e non devi esserlo.
Fonte: Kessler, R.C., Berglund, P., Demler, O., Jin, R., Merikangas, K.R., & Walters, E.E. (2005). Lifetime prevalence and age-of-onset distributions of DSM-IV disorders in the National Comorbidity Survey Replication. Archives of General Psychiatry, 62(6), 593–602.
Blog
Questa sezione fornisce una panoramica del blog, mostrando una varietà di articoli, approfondimenti e risorse per informare e ispirare i lettori.
-

Cos’è la psicosessuologia clinica e perché può aiutarti
La psicosessuologia clinica si occupa del benessere nella sfera affettiva e sessuale. Scopri cos’è, cosa…
-

Quando stress cronico, relazioni e benessere affettivo sono un lavoro che non finisce mai
La tua giornata è appena finita, ma il lavoro non finisce qui, perché ti può…
-

Stai attraversando un momento difficile? Non devi farcela da solǝ
Forse hai aperto questo articolo per caso, o forse lo hai cercato perché ultimamente qualcosa…

No responses yet